L’Osservatorio ANIMA - GfK si propone di studiare i comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti. Lo studio viene svolto con cadenza semestrale dal 2012 e analizza costantemente alcuni parametri di sentimento come la progettualità e l'opinione sulle prospettive del Paese ed altri dati quantitativi riguardanti il risparmio e gli investimenti.
Rispetto alla rilevazione di ottobre 2017, passano dal 16% al 14% coloro che si attendono un miglioramento della congiuntura italiana nell’anno successivo. Salgono di pochissimo sia coloro che si aspettano un lieve peggioramento che i pessimisti.
L’incertezza politica non ha fatto perdere l’entusiasmo a fare progetti nei prossimi mesi. Nell’ambito dei bancarizzati si resta a quota 49% del campione e, per quanto riguarda gli investitori, la progettualità rimane in linea con il massimo storico della precedente rilevazione. Si evidenzia la tendenza a privilegiare i progetti di “spesa” rispetto a quelli di “risparmio”.
Fra i bancarizzati diminuisce leggermente la tendenza ad investire (-2%). Guardando poi alle singole tipologie di investimento, resta stabile la preferenza per i prodotti di investimento. Leggero calo riguardo l'interesse per il “mattone”.
Cala la soddisfazione per i propri investimenti dopo il massimo dell'autunno 2017: fra gli investitori, la quota di chi si dichiara “molto” o “abbastanza” soddisfatto scende dal 60% al 50%.
Nella gestione dei propri investimenti il 71% degli investitori preferisce farsi supportare e consigliare da un professionista del risparmio. Ancora, il 21% è aperto al confronto con un consulente, mentre soltanto l’8% preferisce affidarsi al “fai da te”.
Il 49% degli investitori non si dedica affatto all'informazione finanziaria. Il 30% dedica solo qualche ora l'anno del proprio tempo e il 15% appena qualche ora al mese. Scarsa o molto scarsa la valutazione dei termini finanziari per il 77% degli investitori.
In una scommessa in cui ha il 50% di probabilità di perdere 10 euro e il 50% di vincere, quale importo la convincerebbe a partecipare? Questa la domanda posta sia ai bancarizzati che agli investitori.
Gli italiani preferiscono… un uovo oggi. Stessa scelta, anche se un po’ meno convinta, per il popolo gli investitori. Se però “l’uovo” dovesse arrivare solo tra un anno, si è più disposti ad aspettare.